TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

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TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  In The Main il Mar Mar 15, 2011 6:56 pm

GIAPPONE. PAURA FUKUSHIMA,
DANNEGGIATO UN REATTORE.
UE: "È UN'APOCALISSE"


TOKYO - Il direttore generale dell'Aiea, il giapponese Yukiya Amano, ha detto che il nocciolo 2 della centrale nucleare di Fukushima potrebbe aver subito danni limitati. «C'è la possibilità di danni al noccioli. La stima è che il danno sia inferiore al 5%», ha detto Amano in una conferenza stampa a Vienna. Amano ha definito «preoccupante» l'incidente alla centrale ma ha detto di continuare a ritenere che la situazione è diversa dalla catastrofe nucleare di Cernobyl.

OETTINGER: SI PARLA DI APOCALISSE In Giappone «si parla di apocalisse e credo che la parola sia particolarmente ben scelta». Lo ha detto il commissario europeo per l'energia, Gunther Oettinger, riferendo sugli incidenti nucleari in Giappone davanti alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo a Bruxelles. «Praticamente tutto è fuori controllo - ha aggiunto Oettinger - Non escludo il peggio nelle ore e nei giorni che vengono».
La valutazione della gravità degli incidenti nucleari in Giappone «è passata da un livello 4 ad un livello 6 sulla base di quanto successo nelle ultime 24 ore», ha detto Oettinger. «Non escludo altri cambiamenti in positivo o in negativo« ha aggiunto.

I GUSCI CHE PROTEGGONO IL NOCCIOLO È racchiuso in un guscio formato da tre strati, come una sorta di matrioska, il reattore delle centrali nucleari ad acqua bollente Bwr (Boiling water reactor), come quella di Fukushima 1. Nel cuore di questa struttura concentrica si trovano le barre che contengono il combustibile: tubi di acciaio dal diametro di un centimetro e lunghi quattro metri al cui interno si trova il combustibile in forma di pastiglie. Il sistema è progettato in modo che il combustibile resti confinato all'interno delle barre, che per questo motivo possono essere considerate la prima struttura di confinamento. Le barre di combustibile sono a loro volta racchiuse e protette da una struttura di acciaio (vessel): è il contenitore più interno dell'edificio che racchiude il reattore. Il vessel d'acciaio è racchiuso in un guscio di cemento armato dalla forma che ricorda quella di un'ampolla. Tra questo contenitore e il vessel si trovano le tubazioni e tutti i sistemi che assicurano l'ingresso e la fuoriuscita dell'acqua di raffreddamento. Il vessel di acciaio e il suo guscio di cemento armato sono a loro volta racchiusi in una gabbia di calcestruzzo e acciaio nella quale si trovano le vasche per lo stoccaggio del combustibile, i servizi ausiliari e la vasca di abbattimento dell'accumulo di pressione. È la parte superiore di questo edificio ad essere crollata nei reattori 1 e 3 della centrale di Fukushima 1. «Questa filosofia di costruzione, comune a tutte le centrali di seconda generazione si basa sulla concezione della difesa in profondità, secondo la quale il combustibile non deve essere assolutamente rilasciato nell'ambiente», spiega Emilio Santoro, dell'Enea. Una filosofia che non esisteva affatto all'epoca della progettazione della centrale a grafite di Chernobyl. In quella centrale il primo guscio, ossia il vessel che racchiude le barre di combustibile, era completamente scoperto ed era inserito in un edificio normale. La filosofia del contenimento in profondità è invece alla base delle centrali di terza generazione, come quelle che si vogliono costruire in Italia, ma con alcune ulteriori misure di contenimento rispetto alle centrali di seconda generazione. Rispetto a queste ultime, le centrali Epr (European pressurized water reactor) hanno un ulteriore involucro metallico intorno al primo guscio che contiene le barre di combustibile. «È un contenimento a tenuta - spiega Santoro - contro eventuali perdite dal circuito primario». Sempre rispetto alle centrali di seconda generazione, le Epr hanno in più una vasca che permette l'abbattimento della temperatura nel caso di eventuale fusione del materiale. In seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, si sta pensando (ma è ancora un'idea) a rafforzare ulteriormente l'edificio dei reattori Epr con una doppia parete in cemento armato, abbastanza robusta da contenere l'impatto di un grande aereo di linea.

QUANDO SCATTA L'ALLERTA La decisione presa oggi dal Giappone di estendere la zona da evacuare attorno alla centrale di Fukushima 1, portandola a 30 chilometri, e di allontanare 750 lavoratori dalla centrale, si è basata sui valori di riferimento oltre i quali l'esposizione ad aria contaminata con materiali radioattivi diventa pericolosa per la salute, fissati dall'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (Aiea).
- DOSE EVITABILE: per la popolazione generale il riferimento è la cosiddetta «dose evitabile», che consiste in una stima precauzionale della dose che la popolazione potrebbe assumere restando sul posto, calcolata nel valore massimo di 100 millisievert per settimana o per mese. Il millisievert è un sottomultiplo del sievert (Sv), l'unità che misura gli effetti e il danno provocato dalla radiazione su un organismo.
- VALORE-SOGLIA PER LA POPOLAZIONE: è di 100 millisievert per settimana o per mese «non è una misura nè un limite tassativo, ma una stima secondo la quale con alcune decine di millisievert è opportuno ridurre l'esposizione», spiega Elena Fantuzzi, responsabile dell'Istituto di Radioprotezione dell'Enea.
- FONDO MEDIO DI RADIAZIONE: per avere un termine di paragone, il fondo medio ambientale di radiazione è di 0,1 microsievert/ora. Nel mondo la dose media di radiazioni naturali assunta in un anno è di 2,4 millisievert. Per l'Italia questo valore sale a 3,3 e raggiunge 4,5 quando alla dose naturale si aggiunge quella artificiale.
- VALORE-SOGLIA PER LAVORATORI CENTRALI: l'evacuazione dei lavoratori delle centrali viene invece decisa su valori diversi, ma sempre alla luce del principio di precauzione. In questo caso il riferimento è la dose considerata nella norma è di 20 millisievert/anno, mentre la dose eccezionale arriva al massimo di 100 millisievert/ora. «Sotto questa soglia non si registrano effetti significativi sulla salute», osserva Fantuzzi.
- MISURE DETERMINISTICHE: se questi valori-soglia si basano sulla probabilità, ci sono poi le misure deterministiche che mettono direttamente in relazione dose di radiazioni ed effetti sulla salute. In questo caso 1.000 millisievert (ossia 1 sievert) è il valore-soglia oltre al quale gli organi possono riportare danni, come tumori.
- VALORI REGISTRATI OGGI A FUKUSHIMA: secondo l'Aiea hanno oscillato fra 11,9 millisievert nella prima mattinata a 0,6 millisievert, fino al picco registrato in giornata nell'area compresa fra i reattori 3 e 4, pari a 400 millisievert/ora. Di conseguenza è stata decisa l'evacuazione del personale non indispensabile. Sempre secondo l'Aiea, oggi nella zona attorno alla centrale è stata rilevata una contaminazione in 23 persone su 150 controllate.
- CONFRONTI: per avere un'idea dell'entità delle radiazioni si può fare un confronto con i seguenti valori (in microsievert): fondo naturale ambiente 0,1 una radiografia al torace fra 0,1 e 0,2 limite massimo per la popolazione 1 una scintigrafia: fra 2 e 3 dose media annua in Italia (naturali e artificiali) 4,5 una Tac 10 un'angiocardiografia 20 dose annuale massima per lavoratori centrali 20 dose massima per lavoratori in condizioni emergenza 100

USA, PREOCCUPA CENTRALE A 50 KM DA NEW YORK Preoccupa i newyorchesi la centrale nucleare di Indian Points, una cinquantina di chilometri a nord della Grande Mela: secondo quanto scrive oggi con ampio rilievo il Daily News, il principale tabloid cittadino, la centrale è stata costruita a meno di due chilometri dal punto in cui si intersecano due faglie, in un'area mediamente sismica. Secondo le autorità, i rischi sono praticamente nulli, poich‚ la centrale Š stata concepita per resistere a terremoti di magnitudo 6,1. Nel 1884, era stato registrato nell'area un terremoto di intensità 5,25 sulla stessa scala di Richter, la scossa più potente da quando vengono misurate. Secondo i calcoli degli specialisti, la probabilità di un terremoto di intensita 7 è dell'1,5% ogni 50 anni, un dato non proprio rassicurante. Indian Points preoccupa soprattutto per la vicinanza con le aree più densamente popolate degli Stati Uniti. Basta citare soltanto New York, una metropoli attorno alla quale gravitano circa 20 milioni di persone. Non è lontana Filadelfia, come non sono troppo lontane aree molto densamente popolate, come l'agglomerazione di Washington-Baltimora a sud, e di Boston, nel Massachusetts, a nord. Si era già ampiamente parlato della centrale di Indian Points poco dopo gli attacchi dell'11 Settembre contro le Torri Gemelle ed il Pentagono, essendo stato giudicato un obiettivo sensibile e a rischio. Per tali ragioni era stato deciso di non pubblicare sul web alcune informazioni sensibili, come la scoperta che la faglie che si trovano nei pressi di Indian Points sono in realtà più fragili rispetto a quanto si pensava in passato. Secondo il Daily News, «una Cernobyl sull'Hudson rappresenterebbe una terribile minaccia per le popolazioni locali in un raggio di circa 800 chilometri. Sarebbe necessario evacuare per oltre un anno circa 93 milioni di persone, tra abitanti degli Stati Uniti e del Canada». Ci sono progetti per ampliare la centrale, ma non è detto che a questo punto, dopo il dramma giapponese, andranno in porto nell'immediato.

USA RIPOSIZIONANO NAVI La Marina Militare americana ha deciso di riposizionare le sue unità navali intorno al Giappone in funzione dei rischi posti dalle radiazioni degli impianti nucleari danneggiati nel terremoto. Un portavoce della Navy americana ha comunicato oggi che alcune delle unità navali in arrivo nelle acque giapponesi saranno riposizionate a ovest delle coste di Honshu invece che puntare verso la costa orientale come era stato pianificato in un primo tempo. La decisione è stata presa a causa dei «rischi radiologici e di navigazione». La Marina militare americana ha confermato che alcuni elementi del suo personale di bordo sono risultati contaminati, precisando che si tratta di livelli di radioattività molto bassi. Per precauzione il personale militare e le famiglie che vivono in due basi navali americane in Giappone sono stati invitati a prendere alcune misure preventive. «Si tratta di misure estremamente precauzionali - ha precisato la Marina in un comunicato -. Prevediamo che nessun limite di radioattività venga superato anche nel caso in cui non dovessimo adottare alcuna misura preventiva». Più a rischio, invece, il personale a bordo delle portaerei impegnate in missioni di soccorso nelle aree più vicine al disastro. La Marina ha confermato oggi che 17 membri di alcune squadre di elicotteristi della portaerei Ronald Reagan impegnati ieri in azioni di soccorso sono risultati positivi ai test radioattivi, e trattati di conseguenza. La Settima Flotta ha per questo temporaneamente riposizionato le sue navi e i suoi velivoli lontano dall'impianto di Fukushima Dai-Ichi, precisando che la fonte della contaminazione sono appunti i fumi e i vapori che salgono dall'impianto nucleare danneggiato. Il livello di contaminazione è comunque bassissimo. Tuttavia «come misura precauzionale la Ronald Reagan e altre unità della Settima Flotta impegnate in azioni di soccorso nell'area del disastro sono stato riposizionate» ha precisato la Navy. La Navy ha precisato che le missioni di soccorso continuano in base al programma previsto, e che «il potenziale massimo di dose radioattiva subita dal personale delle navi transitate nell'area del disastro è inferiore alla radiazione che può causare l'esposizione per oltre un mese a fonti radioattive naturali come rocce, terra o raggi solari».

WIKILEAKS: POLITICA NUCLEARE ANTIQUATA Il governo giapponese, favorito dall'atteggiamento 'muro di gomma' tipico della burocrazia nipponica nonchè dal potere detenuto dalle compagnie elettriche, continuerebbe a sostenere, da un lato, una politica nucleare «antiquata», mentre, dall'altro, «limiterebbe l'accesso alle informazioni da parte del pubblico e dei deputati». Atteggiamento che si spingerebbe sino a «insabbiare» alcuni «incidenti nucleari». È quanto si apprende da un cablo della diplomazia americana pubblicato oggi da WikiLeaks. Il documento, datato 27 ottobre 2008, raccoglie le confidenze del deputato Liberal-Democratico Taro Kono, figlio del veterano della politica giapponese Yohei Kono. Secondo il parlamentare, le compagnie elettriche nipponiche sono colpevoli di «nascondere i costi e i problemi di sicurezza legati all'energia nucleare», in particolare in relazione al programma di «trattamento del combustibile» (reprocessing) e allo «stoccaggio delle scorie». A suscitare la maggior parte delle critiche è poi il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, «prigioniero di vecchie politiche, di funzionari che le hanno ricevute da personale più anziano che non possono mettere in questione».

L'INCUBO DEI SUPERSTITI «Sto cercando mia sorella della quale non ho notizie da tre giorni. Non riesco a trovarla, sembra che nessuno ne sappia niente». A Natori, a 15 chilometri da Sendai, la localit… costiera distrutta dallo tsunami l'anziano fratello vede diminuire le speranze di ritrovarla di ora in ora, ma ci sono anche notizie che le fanno rinascere. La rete televisiva Nhk ha diffuso la storia di due persone - una donna di 70 anni di Otsuchi, nella prefettura di Iwate, e di un uomo di Ishimaki nella provincia di Miyagi - che sono stati estratti oggi dalle macerie sotto le quali erano sepolti. Dopo il terremoto e lo tsunami, dopo il freddo, la temperatura è ancora invernale, ora le centinaia di migliaia di sopravvissuti alla tragedia che la scorsa settimana si è abbattuta sul nordest del Giappone si trovano a fare i conti con l' incubo delle radiazioni, che incombe su di loro come tutti i loro concittadini dopo che oggi due nuove esplosioni e un incendio si sono verificati nella centrale nucleare di Fukushima, già gravemente danneggiata. «Abbiamo sentimenti contraddittori», dice Yukio Sekiguchi, 64 anni, che prima del disastro viveva a due passi dall' impianto nucleare di Tomioka, sulla costa orientale. Yukio gestiva quello che i giapponesi chiamano un «izakaya», una specie di bar-ristorante. Lo tsunami ha danneggiato seriamente la sua casa e il suo bar e ora, con la sua famiglia, sta decidendo se tornare o cominciare una nuova vita, nel modo che sar… possibile, quando sar… possibile. «Il mio lavoro si basa sui lavoratori della centrale, gli affari andavano bene, ma le preoccupazioni ci sono, soprattutto per chi ha in famiglia dei bambini,le radiazioni non si vedono». Hidenori Chonan, che gestisce un supermercato a Fukushima, racconta con stupore di come centinaia di persone siano rimaste ordinatamente in fila per ore in attesa di merci che non arrivavano, perchè le autostrade sono chiuse e riservate ai soccorsi, i treni sono fermi e i viaggi sulle strade provinciali sono lunghi e difficili. «Tutti sappiamo qual è la situazione - spiega - e ognuno condivide il dolore degli altri». Stipati nelle scuole, nei supermercati vuoti e in altri rifugi di fortuna, molti dei sopravvissuti sono stati separati dai loro cari e dedicano il tempo e le poche energie che gli rimangono a cercarli. A quattro giorni dalla tragedia sono a corto tutto meno - forse - che di coraggio. Mentre le temperature scendono la notte qualche grado al di sotto dello zero, molti dei loro improvvisati rifugi non hanno riscaldamento, perchè le centrali nucleari sono danneggiate mentre i rifornimenti di benzina e kerosene fanno fatica ad arrivare. «Gli anziani sono quelli che sono stati colpiti con più forza», ha affermato Patrick Fuller della Federazione Internazionale della Croce Rossa, che è impegnato nell' opera di soccorso a Ishinomaki. «Lo tsunami ha travolto metà della citt… e ora molti di loro giacciono tremando sotto le loro coperte. Soffrono di ipotermia e sono rimasti isolati nelle loro case senza elettricit… e acqua». I giapponesi sono disciplinati e rispettosi delle autorit…, ma c'è anche chi comincia a protestare. «Fondamentalmente siamo ignorati - lamenta un residente di Kuji - ci dicono che dobbiamo organizzarci da soli e nessuno viene qui, se non per fare fotografie».

CINA EVACUA Corre sulla rete e attraverso i cellulari la paura di contaminazione nucleare in Cina, che comunque decide di evacuare i suoi cittadini dalle zone del disastro ed esprime tutta la sua «preoccupazione». Messaggi sms e post sui microblog e social network si sono rincorsi per tutto il giorno facendo salire tensione e paura e scatenando l'acquisto di medicinali che dovrebbero aiutare in caso di contaminazione nucleare. Sugli scaffali di diverse farmacie, il Betadine, un farmaco antisettico ma a base di iodio che dovrebbe proteggere dai danni alla tiroide provocati dalle radiazioni, manca da diverse ore dopo essere stato preso d'assalto. Proprio al Betadine fa riferimento più di un messaggio che da stamattina circola sui cellulari di tutta la Cina apparentemente proveniente dalle Filippine. Nel messaggio si dice che «secondo la Bbc (che sul suo sito ha smentito di aver diffuso la notizia, ndr) dopo la conferma della fuoriuscita di radiazioni, i paesi asiatici devono prendere le necessarie precauzioni, invitando a rimanere in casa, ad evitare la pioggia, a utilizzare il betadine», annunciando che alle 16:00 ora locale, le radiazioni avrebbero colpito le Filippine. Cosa, ovviamente, che non si è verificata. Ma tanto è bastato perchè sia a Shanghai che a Pechino si scatenasse la paura. Già da ieri si erano diffuse notizie di telefonate di ambasciate e ministeri degli esteri, tra i quali quello italiano, ad alcuni concittadini residenti in Cina invitandoli a lasciare. Altri hanno detto di aver avuto telefonate dall'assicurazione sanitaria che ha annunciato la cessazione delle garanzie della polizia mentre l'assicurato era in Cina. I telefoni dell'Ambasciata italiana a Pechino, del consolato generale di Shanghai ed anche dell'ANSA in Cina, sono stati tempestati di telefonate di connazionali in cerca di notizie, preoccupati dalle voci che circolavano. Tanto ha spinto sia l'ambasciata di Pechino che il consolato di Shanghai a pubblicare sui propri siti internet inviti alla calma agli italiani residenti e di passaggio, smentendo voci di evacuazioni imminente, ribadendo che la situazione «viene monitorata costantemente» anche con gli altri paesi dell'Unione europea. La paura di radiazioni è stato anche il tema delle discussioni stamattina nelle scuole internazionali, dove molti stranieri che hanno riferito di aver ricevuto il messaggio della Bbc, hanno dichiarato di avere già le valigie pronte.

PUGNO DI EROI CONTRO IL 'MOSTRO' NUCLEARE Da quattro giorni lavorano giorno e notte, con turni massacranti, per bloccare la fusione dei noccioli dei reattori nucleari. Spesso devono portare a mano le pompe con le quali cercano di tenere alto il livello dell' acqua che dovrebbe coprire le barre di uranio arricchito, il materiale altamente radioattivo che provoca la fissione atomica. Ora se il Giappone riuscirà ad evitare un olocausto nucleare dipende in gran parte da loro. Sono i cinquanta tecnici rimasti, soli o quasi, a combattere contro la catena di tragedie innescata dal terremoto e dallo tsunami che venerdì scorso hanno gravemente danneggiato la centrale nucleare di Fukushima, nel nord del Giappone, nel cuore della zona colpita. Gli altri 800 tra tecnici e soldati delle Forze di Autodifesa sono stati allontanati oggi, dopo una brusca crescita del livello di radioattività nella centrale seguita a una nuova esplosione e a un incendio che hanno fatto anche decidere un'ampliamento della zona di evacuazione, fino a 30 km da Fukushima. Il premier Naoto Kan, nel drammatico discorso che ha tenuto oggi al Paese, ha reso loro omaggio, ricordando che fanno quello che fanno «esponendosi ad rischio enorme». Secondo le rilevazioni del governo giapponese e dell' Agenzia Internazionale per l' Energia Atomica, la radioattività nella centrale ha toccato il livello di 400 millisievert (l' unità di misura della contaminazione nucleare) all' ora. Un' esposizione superiore ai 100 millisievert in un anno provoca il cancro. Non è chiaro come 'i cinquanta kamikazè siano protetti, e quanto sia possibile proteggersi in condizioni come queste. Non è chiaro neanche quali siano le loro possibilità di sopravvivenza. Ricordano tutti coloro che lottarono per contenere la tragedia di Cernobyl. Ma ricordano anche i pompieri americani che l'11 settembre del 2001 hanno cercato di salvare quante più persone potevano dalle macerie del World Trade Center di New York. La crisi alla centrale di Fukushima (due impianti con un totale di dieci reattori) è iniziata quando lo tsunami ha danneggiato i sistemi di raffreddamento dei reattori. Quando le barre di uranio non possono essere raffreddate - e si sta ora pensando di versare acqua con elicotteri - si fondono liberando una carica micidiale di radioattività, che può essere bloccata solo se le «gabbie» di cemento spesso e di acciaio che li contengono non subiscono danneggiamenti. In caso contrario, la radioattività viene liberata nell' atmosfera. Se anche i 50 eroi saranno costretti ad abbandonare la centrale, il rischio di fusione potrebbe essere più vicino.

LA SITUAZIONE NELLE CENTRALI Situazione molto seria e difficile, ma al momento ancora sotto controllo, nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, dove oggi sono avvenuti un'esplosione nel reattore numero 2 e un incendio nel reattore numero 4, che era spento al momento del terremoto. La buona notizia è che il guscio più interno che racchiude il reattore è rimasto integro in tutti e tre i reattori della centrale di Fukushima 1 che erano in funzione al momento del terremoto di venerdì scorso. Un'altra notizia positiva è che la situazione è tornata nella normalità nella vicina centrale di Fukushima 2, distante 11 chilometri da Fukushima 1.
Ecco gli ultimi eventi nelle centrali Fukushima 1 e Fukushima 2:
FUKUSHIMA 1
- ESPLOSIONE REATTORE 2: è avvenuta nella notte a causa dello stesso meccanismo che aveva generato nei giorni scorsi le esplosioni nei reattori 1 e 3 della centrale. Le esplosioni sono generate dalla reazione chimica fra il vapore rilasciato che, a contatto con lo zirconio che riveste le barre di combustibile, libera l'idrogeno.
- INCENDIO ED ESPLOSIONE REATTORE 4: anche questa è stata provocata dall'idrogeno. Tuttavia il meccanismo non è chiaro in quanto il reattore 4 (come il 5 e il 6) era spento per manutenzione al momento del terremoto. Una possibile spiegazione potrebbe essere nel fatto che i reattori di Fukushima 1 hanno in comune, a coppie, il sistema di scarico nell'atmosfera. Poichè i reattori 3 e 4 sono accoppiati in questo modo (come lo sono 1-2 e 5-6) è possibile che l'acqua utilizzata per raffreddare il reattore 3 sia entrata nel circuito del reattore 4, innescando il processo che porta alla produzione di idrogeno e all'esplosione.
- REATTORI 5 E 6: non ci sono al momento conferme ufficiali di notizie relative ad un aumento della temperatura. FUKUSHIMA 2 In tutti e quattro i reattori la situazione è tornata nella norma. È stata cioè raggiunta la condizione di spegnimento a freddo. Questo significa che la pressione interna al reattore è pari a quella dell'atmosfera e che la temperatura dell'acqua è inferiore a 100 gradi. In condizioni di emergenza, invece, la pressione interna può raggiungere 170 atmosfere e la temperatura può arrivare a 280-290 gradi.

92 REATTORI COME FUKUSHIMA NEL MONDO Sono 92 in tutto il mondo i reattori di tipo Bwr, lo stesso della centrale di Fukushima, ancora in attività, circa un quarto del totale. Lo hanno affermato alcuni dirigenti della General Electric (Ge), che ha progettato questo tipo di impianti, durante una conferenza stampa tenuta a margine di una visita in India. Il Paese in cui questa tecnologia è stata usata di più sono gli Usa, dove i reattori Bwr sono 23, ma ce ne sono anche in India, Spagna, Svezia e diverse altre nazioni. Anche gli impianti italiani di Caorso e Garigliano utilizzavano un reattore di tipo Bwr: «Attualmente 32 reattori Bwr utilizzano il sistema di contenimento Mark 1, lo stesso dei reattori di Fukushima Daiichi dal numero uno al quattro - ha spiegato l'ad Jeff Immelt - e tutti hanno superato i controlli di sicurezza. Noi siamo a disposizione della Tepco per fornire tutta l'assistenza necessaria, e abbiamo istituito un fondo da 5 milioni di dollari per aiutare nei soccorsi». I reattori giapponesi fanno parte della terza generazione di Bwr, che sono stati sviluppati dalla Ge fino alla versione 6. Gli ultimi reattori costruiti sono invece del tipo 'Bwr avanzatì (Abwr), con maggiori misure di sicurezza e una costruzione di tipo standardizzato che ne diminuisce i costi.

INES: LA SCALA DEGLI INCIDENTI La classificazione dell'incidente nella centrale giapponese di Fukushima 1 al livello 6 della scala internazionale, chiesta oggi dall'Autorità francese per la sicurezza nucleare, si riferisce alla scala Ines (International Nuclear Event Scale), introdotta dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a partire dal 1989. La scala, una sorta di scala Mercalli degli incidenti nucleari, classifica gli incidenti sulla base dei loro effetti in modo da renderla immediatamente comprensibile al pubblico. La progressione va dallo 0, che corrisponde ad un semplice guasto, al livello 7, il massimo. In quest'ultimo rientrano gli incidenti molto gravi e dalle conseguenze catastrofiche, come quello di Chernobyl. Mentre il livello 0 è considerato una «deviazione» - ossia un problema non significativo per la sicurezza - i livelli da 1 a 3 corrispondono a «guasti», mentre dal livello 4 al 7 ci si riferisce a veri e propri «incidenti». Ecco i livelli nel dettaglio:
- LIVELLO 7: Incidente molto grave, catastrofico, con rilascio di materiale radioattivo di iodio 131 in un'area molto estesa ed effetti acuti sulla salute delle persone contaminate e sull'ambiente
- LIVELLO 6: Incidente grave, con rilascio significativo di iodio 131 tale da richiedere contromisure per limitare gli effetti sulla salute
- LIVELLO 5: Incidente con possibili conseguenze all'esterno dell'impianto e rilascio di materiale radioattivo tale da richiedere contromisure parziali
- LIVELLO 4: Incidente con conseguenze locali, ossia non significative all'esterno dell'impianto
- LIVELLO 3: Guasto grave, con impatto all'esterno molto lieve ed esposizione della popolazione inferiore ai limiti previsti
- LIVELLO 2: Guasto, nessun impatto esterno
- LIVELLO 1: Anomalia
- LIVELLO 0: Evento senza conseguenze sulla sicurezza.
Ecco come sono stati classificati i alcuni incidenti finora avvenuti:
- LIVELLO 7: Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) è l'incidente nucleare più grave finora avvenuto. Il surriscaldamento provocò la fusione del nocciolo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Fu proiettata in atmosfera una nube di materiale radioattivo che si estese su tutta l'Europa.
- LIVELLO 6: Kyshtym (Unione Sovietica 1957). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno. Risultarono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.
- LIVELLO 5: Sellafield (Gran Bretagna 1957) e Three Mile Island (Usa 1969). Nel primo caso un incendio nel reattore dove si produceva plutonio a scopi militari causò una nube radioattiva che attraversò l'Europa; a Three Mile Island il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nocciolo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi. Vennero evacuate 3.500 persone.
- LIVELLO 4: Tokaimura (Giappone, 1999). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare ha attivato una reazione a catena incontrollata. Tre persone sono morte all'istante e altre 400 sono state esposte alle radiazioni.

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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  natein il Mar Mar 15, 2011 7:13 pm

In The Main ha scritto:GIAPPONE. PAURA FUKUSHIMA,
DANNEGGIATO UN REATTORE.
UE: "È UN'APOCALISSE"


TOKYO - Il direttore generale dell'Aiea, il giapponese Yukiya Amano, ha detto che il nocciolo 2 della centrale nucleare di Fukushima potrebbe aver subito danni limitati. «C'è la possibilità di danni al noccioli. La stima è che il danno sia inferiore al 5%», ha detto Amano in una conferenza stampa a Vienna. Amano ha definito «preoccupante» l'incidente alla centrale ma ha detto di continuare a ritenere che la situazione è diversa dalla catastrofe nucleare di Cernobyl.

OETTINGER: SI PARLA DI APOCALISSE In Giappone «si parla di apocalisse e credo che la parola sia particolarmente ben scelta». Lo ha detto il commissario europeo per l'energia, Gunther Oettinger, riferendo sugli incidenti nucleari in Giappone davanti alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo a Bruxelles. «Praticamente tutto è fuori controllo - ha aggiunto Oettinger - Non escludo il peggio nelle ore e nei giorni che vengono».
La valutazione della gravità degli incidenti nucleari in Giappone «è passata da un livello 4 ad un livello 6 sulla base di quanto successo nelle ultime 24 ore», ha detto Oettinger. «Non escludo altri cambiamenti in positivo o in negativo« ha aggiunto.

I GUSCI CHE PROTEGGONO IL NOCCIOLO È racchiuso in un guscio formato da tre strati, come una sorta di matrioska, il reattore delle centrali nucleari ad acqua bollente Bwr (Boiling water reactor), come quella di Fukushima 1. Nel cuore di questa struttura concentrica si trovano le barre che contengono il combustibile: tubi di acciaio dal diametro di un centimetro e lunghi quattro metri al cui interno si trova il combustibile in forma di pastiglie. Il sistema è progettato in modo che il combustibile resti confinato all'interno delle barre, che per questo motivo possono essere considerate la prima struttura di confinamento. Le barre di combustibile sono a loro volta racchiuse e protette da una struttura di acciaio (vessel): è il contenitore più interno dell'edificio che racchiude il reattore. Il vessel d'acciaio è racchiuso in un guscio di cemento armato dalla forma che ricorda quella di un'ampolla. Tra questo contenitore e il vessel si trovano le tubazioni e tutti i sistemi che assicurano l'ingresso e la fuoriuscita dell'acqua di raffreddamento. Il vessel di acciaio e il suo guscio di cemento armato sono a loro volta racchiusi in una gabbia di calcestruzzo e acciaio nella quale si trovano le vasche per lo stoccaggio del combustibile, i servizi ausiliari e la vasca di abbattimento dell'accumulo di pressione. È la parte superiore di questo edificio ad essere crollata nei reattori 1 e 3 della centrale di Fukushima 1. «Questa filosofia di costruzione, comune a tutte le centrali di seconda generazione si basa sulla concezione della difesa in profondità, secondo la quale il combustibile non deve essere assolutamente rilasciato nell'ambiente», spiega Emilio Santoro, dell'Enea. Una filosofia che non esisteva affatto all'epoca della progettazione della centrale a grafite di Chernobyl. In quella centrale il primo guscio, ossia il vessel che racchiude le barre di combustibile, era completamente scoperto ed era inserito in un edificio normale. La filosofia del contenimento in profondità è invece alla base delle centrali di terza generazione, come quelle che si vogliono costruire in Italia, ma con alcune ulteriori misure di contenimento rispetto alle centrali di seconda generazione. Rispetto a queste ultime, le centrali Epr (European pressurized water reactor) hanno un ulteriore involucro metallico intorno al primo guscio che contiene le barre di combustibile. «È un contenimento a tenuta - spiega Santoro - contro eventuali perdite dal circuito primario». Sempre rispetto alle centrali di seconda generazione, le Epr hanno in più una vasca che permette l'abbattimento della temperatura nel caso di eventuale fusione del materiale. In seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, si sta pensando (ma è ancora un'idea) a rafforzare ulteriormente l'edificio dei reattori Epr con una doppia parete in cemento armato, abbastanza robusta da contenere l'impatto di un grande aereo di linea.

QUANDO SCATTA L'ALLERTA La decisione presa oggi dal Giappone di estendere la zona da evacuare attorno alla centrale di Fukushima 1, portandola a 30 chilometri, e di allontanare 750 lavoratori dalla centrale, si è basata sui valori di riferimento oltre i quali l'esposizione ad aria contaminata con materiali radioattivi diventa pericolosa per la salute, fissati dall'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (Aiea).
- DOSE EVITABILE: per la popolazione generale il riferimento è la cosiddetta «dose evitabile», che consiste in una stima precauzionale della dose che la popolazione potrebbe assumere restando sul posto, calcolata nel valore massimo di 100 millisievert per settimana o per mese. Il millisievert è un sottomultiplo del sievert (Sv), l'unità che misura gli effetti e il danno provocato dalla radiazione su un organismo.
- VALORE-SOGLIA PER LA POPOLAZIONE: è di 100 millisievert per settimana o per mese «non è una misura nè un limite tassativo, ma una stima secondo la quale con alcune decine di millisievert è opportuno ridurre l'esposizione», spiega Elena Fantuzzi, responsabile dell'Istituto di Radioprotezione dell'Enea.
- FONDO MEDIO DI RADIAZIONE: per avere un termine di paragone, il fondo medio ambientale di radiazione è di 0,1 microsievert/ora. Nel mondo la dose media di radiazioni naturali assunta in un anno è di 2,4 millisievert. Per l'Italia questo valore sale a 3,3 e raggiunge 4,5 quando alla dose naturale si aggiunge quella artificiale.
- VALORE-SOGLIA PER LAVORATORI CENTRALI: l'evacuazione dei lavoratori delle centrali viene invece decisa su valori diversi, ma sempre alla luce del principio di precauzione. In questo caso il riferimento è la dose considerata nella norma è di 20 millisievert/anno, mentre la dose eccezionale arriva al massimo di 100 millisievert/ora. «Sotto questa soglia non si registrano effetti significativi sulla salute», osserva Fantuzzi.
- MISURE DETERMINISTICHE: se questi valori-soglia si basano sulla probabilità, ci sono poi le misure deterministiche che mettono direttamente in relazione dose di radiazioni ed effetti sulla salute. In questo caso 1.000 millisievert (ossia 1 sievert) è il valore-soglia oltre al quale gli organi possono riportare danni, come tumori.
- VALORI REGISTRATI OGGI A FUKUSHIMA: secondo l'Aiea hanno oscillato fra 11,9 millisievert nella prima mattinata a 0,6 millisievert, fino al picco registrato in giornata nell'area compresa fra i reattori 3 e 4, pari a 400 millisievert/ora. Di conseguenza è stata decisa l'evacuazione del personale non indispensabile. Sempre secondo l'Aiea, oggi nella zona attorno alla centrale è stata rilevata una contaminazione in 23 persone su 150 controllate.
- CONFRONTI: per avere un'idea dell'entità delle radiazioni si può fare un confronto con i seguenti valori (in microsievert): fondo naturale ambiente 0,1 una radiografia al torace fra 0,1 e 0,2 limite massimo per la popolazione 1 una scintigrafia: fra 2 e 3 dose media annua in Italia (naturali e artificiali) 4,5 una Tac 10 un'angiocardiografia 20 dose annuale massima per lavoratori centrali 20 dose massima per lavoratori in condizioni emergenza 100

USA, PREOCCUPA CENTRALE A 50 KM DA NEW YORK Preoccupa i newyorchesi la centrale nucleare di Indian Points, una cinquantina di chilometri a nord della Grande Mela: secondo quanto scrive oggi con ampio rilievo il Daily News, il principale tabloid cittadino, la centrale è stata costruita a meno di due chilometri dal punto in cui si intersecano due faglie, in un'area mediamente sismica. Secondo le autorità, i rischi sono praticamente nulli, poich‚ la centrale Š stata concepita per resistere a terremoti di magnitudo 6,1. Nel 1884, era stato registrato nell'area un terremoto di intensità 5,25 sulla stessa scala di Richter, la scossa più potente da quando vengono misurate. Secondo i calcoli degli specialisti, la probabilità di un terremoto di intensita 7 è dell'1,5% ogni 50 anni, un dato non proprio rassicurante. Indian Points preoccupa soprattutto per la vicinanza con le aree più densamente popolate degli Stati Uniti. Basta citare soltanto New York, una metropoli attorno alla quale gravitano circa 20 milioni di persone. Non è lontana Filadelfia, come non sono troppo lontane aree molto densamente popolate, come l'agglomerazione di Washington-Baltimora a sud, e di Boston, nel Massachusetts, a nord. Si era già ampiamente parlato della centrale di Indian Points poco dopo gli attacchi dell'11 Settembre contro le Torri Gemelle ed il Pentagono, essendo stato giudicato un obiettivo sensibile e a rischio. Per tali ragioni era stato deciso di non pubblicare sul web alcune informazioni sensibili, come la scoperta che la faglie che si trovano nei pressi di Indian Points sono in realtà più fragili rispetto a quanto si pensava in passato. Secondo il Daily News, «una Cernobyl sull'Hudson rappresenterebbe una terribile minaccia per le popolazioni locali in un raggio di circa 800 chilometri. Sarebbe necessario evacuare per oltre un anno circa 93 milioni di persone, tra abitanti degli Stati Uniti e del Canada». Ci sono progetti per ampliare la centrale, ma non è detto che a questo punto, dopo il dramma giapponese, andranno in porto nell'immediato.

USA RIPOSIZIONANO NAVI La Marina Militare americana ha deciso di riposizionare le sue unità navali intorno al Giappone in funzione dei rischi posti dalle radiazioni degli impianti nucleari danneggiati nel terremoto. Un portavoce della Navy americana ha comunicato oggi che alcune delle unità navali in arrivo nelle acque giapponesi saranno riposizionate a ovest delle coste di Honshu invece che puntare verso la costa orientale come era stato pianificato in un primo tempo. La decisione è stata presa a causa dei «rischi radiologici e di navigazione». La Marina militare americana ha confermato che alcuni elementi del suo personale di bordo sono risultati contaminati, precisando che si tratta di livelli di radioattività molto bassi. Per precauzione il personale militare e le famiglie che vivono in due basi navali americane in Giappone sono stati invitati a prendere alcune misure preventive. «Si tratta di misure estremamente precauzionali - ha precisato la Marina in un comunicato -. Prevediamo che nessun limite di radioattività venga superato anche nel caso in cui non dovessimo adottare alcuna misura preventiva». Più a rischio, invece, il personale a bordo delle portaerei impegnate in missioni di soccorso nelle aree più vicine al disastro. La Marina ha confermato oggi che 17 membri di alcune squadre di elicotteristi della portaerei Ronald Reagan impegnati ieri in azioni di soccorso sono risultati positivi ai test radioattivi, e trattati di conseguenza. La Settima Flotta ha per questo temporaneamente riposizionato le sue navi e i suoi velivoli lontano dall'impianto di Fukushima Dai-Ichi, precisando che la fonte della contaminazione sono appunti i fumi e i vapori che salgono dall'impianto nucleare danneggiato. Il livello di contaminazione è comunque bassissimo. Tuttavia «come misura precauzionale la Ronald Reagan e altre unità della Settima Flotta impegnate in azioni di soccorso nell'area del disastro sono stato riposizionate» ha precisato la Navy. La Navy ha precisato che le missioni di soccorso continuano in base al programma previsto, e che «il potenziale massimo di dose radioattiva subita dal personale delle navi transitate nell'area del disastro è inferiore alla radiazione che può causare l'esposizione per oltre un mese a fonti radioattive naturali come rocce, terra o raggi solari».

WIKILEAKS: POLITICA NUCLEARE ANTIQUATA Il governo giapponese, favorito dall'atteggiamento 'muro di gomma' tipico della burocrazia nipponica nonchè dal potere detenuto dalle compagnie elettriche, continuerebbe a sostenere, da un lato, una politica nucleare «antiquata», mentre, dall'altro, «limiterebbe l'accesso alle informazioni da parte del pubblico e dei deputati». Atteggiamento che si spingerebbe sino a «insabbiare» alcuni «incidenti nucleari». È quanto si apprende da un cablo della diplomazia americana pubblicato oggi da WikiLeaks. Il documento, datato 27 ottobre 2008, raccoglie le confidenze del deputato Liberal-Democratico Taro Kono, figlio del veterano della politica giapponese Yohei Kono. Secondo il parlamentare, le compagnie elettriche nipponiche sono colpevoli di «nascondere i costi e i problemi di sicurezza legati all'energia nucleare», in particolare in relazione al programma di «trattamento del combustibile» (reprocessing) e allo «stoccaggio delle scorie». A suscitare la maggior parte delle critiche è poi il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, «prigioniero di vecchie politiche, di funzionari che le hanno ricevute da personale più anziano che non possono mettere in questione».

L'INCUBO DEI SUPERSTITI «Sto cercando mia sorella della quale non ho notizie da tre giorni. Non riesco a trovarla, sembra che nessuno ne sappia niente». A Natori, a 15 chilometri da Sendai, la localit… costiera distrutta dallo tsunami l'anziano fratello vede diminuire le speranze di ritrovarla di ora in ora, ma ci sono anche notizie che le fanno rinascere. La rete televisiva Nhk ha diffuso la storia di due persone - una donna di 70 anni di Otsuchi, nella prefettura di Iwate, e di un uomo di Ishimaki nella provincia di Miyagi - che sono stati estratti oggi dalle macerie sotto le quali erano sepolti. Dopo il terremoto e lo tsunami, dopo il freddo, la temperatura è ancora invernale, ora le centinaia di migliaia di sopravvissuti alla tragedia che la scorsa settimana si è abbattuta sul nordest del Giappone si trovano a fare i conti con l' incubo delle radiazioni, che incombe su di loro come tutti i loro concittadini dopo che oggi due nuove esplosioni e un incendio si sono verificati nella centrale nucleare di Fukushima, già gravemente danneggiata. «Abbiamo sentimenti contraddittori», dice Yukio Sekiguchi, 64 anni, che prima del disastro viveva a due passi dall' impianto nucleare di Tomioka, sulla costa orientale. Yukio gestiva quello che i giapponesi chiamano un «izakaya», una specie di bar-ristorante. Lo tsunami ha danneggiato seriamente la sua casa e il suo bar e ora, con la sua famiglia, sta decidendo se tornare o cominciare una nuova vita, nel modo che sar… possibile, quando sar… possibile. «Il mio lavoro si basa sui lavoratori della centrale, gli affari andavano bene, ma le preoccupazioni ci sono, soprattutto per chi ha in famiglia dei bambini,le radiazioni non si vedono». Hidenori Chonan, che gestisce un supermercato a Fukushima, racconta con stupore di come centinaia di persone siano rimaste ordinatamente in fila per ore in attesa di merci che non arrivavano, perchè le autostrade sono chiuse e riservate ai soccorsi, i treni sono fermi e i viaggi sulle strade provinciali sono lunghi e difficili. «Tutti sappiamo qual è la situazione - spiega - e ognuno condivide il dolore degli altri». Stipati nelle scuole, nei supermercati vuoti e in altri rifugi di fortuna, molti dei sopravvissuti sono stati separati dai loro cari e dedicano il tempo e le poche energie che gli rimangono a cercarli. A quattro giorni dalla tragedia sono a corto tutto meno - forse - che di coraggio. Mentre le temperature scendono la notte qualche grado al di sotto dello zero, molti dei loro improvvisati rifugi non hanno riscaldamento, perchè le centrali nucleari sono danneggiate mentre i rifornimenti di benzina e kerosene fanno fatica ad arrivare. «Gli anziani sono quelli che sono stati colpiti con più forza», ha affermato Patrick Fuller della Federazione Internazionale della Croce Rossa, che è impegnato nell' opera di soccorso a Ishinomaki. «Lo tsunami ha travolto metà della citt… e ora molti di loro giacciono tremando sotto le loro coperte. Soffrono di ipotermia e sono rimasti isolati nelle loro case senza elettricit… e acqua». I giapponesi sono disciplinati e rispettosi delle autorit…, ma c'è anche chi comincia a protestare. «Fondamentalmente siamo ignorati - lamenta un residente di Kuji - ci dicono che dobbiamo organizzarci da soli e nessuno viene qui, se non per fare fotografie».

CINA EVACUA Corre sulla rete e attraverso i cellulari la paura di contaminazione nucleare in Cina, che comunque decide di evacuare i suoi cittadini dalle zone del disastro ed esprime tutta la sua «preoccupazione». Messaggi sms e post sui microblog e social network si sono rincorsi per tutto il giorno facendo salire tensione e paura e scatenando l'acquisto di medicinali che dovrebbero aiutare in caso di contaminazione nucleare. Sugli scaffali di diverse farmacie, il Betadine, un farmaco antisettico ma a base di iodio che dovrebbe proteggere dai danni alla tiroide provocati dalle radiazioni, manca da diverse ore dopo essere stato preso d'assalto. Proprio al Betadine fa riferimento più di un messaggio che da stamattina circola sui cellulari di tutta la Cina apparentemente proveniente dalle Filippine. Nel messaggio si dice che «secondo la Bbc (che sul suo sito ha smentito di aver diffuso la notizia, ndr) dopo la conferma della fuoriuscita di radiazioni, i paesi asiatici devono prendere le necessarie precauzioni, invitando a rimanere in casa, ad evitare la pioggia, a utilizzare il betadine», annunciando che alle 16:00 ora locale, le radiazioni avrebbero colpito le Filippine. Cosa, ovviamente, che non si è verificata. Ma tanto è bastato perchè sia a Shanghai che a Pechino si scatenasse la paura. Già da ieri si erano diffuse notizie di telefonate di ambasciate e ministeri degli esteri, tra i quali quello italiano, ad alcuni concittadini residenti in Cina invitandoli a lasciare. Altri hanno detto di aver avuto telefonate dall'assicurazione sanitaria che ha annunciato la cessazione delle garanzie della polizia mentre l'assicurato era in Cina. I telefoni dell'Ambasciata italiana a Pechino, del consolato generale di Shanghai ed anche dell'ANSA in Cina, sono stati tempestati di telefonate di connazionali in cerca di notizie, preoccupati dalle voci che circolavano. Tanto ha spinto sia l'ambasciata di Pechino che il consolato di Shanghai a pubblicare sui propri siti internet inviti alla calma agli italiani residenti e di passaggio, smentendo voci di evacuazioni imminente, ribadendo che la situazione «viene monitorata costantemente» anche con gli altri paesi dell'Unione europea. La paura di radiazioni è stato anche il tema delle discussioni stamattina nelle scuole internazionali, dove molti stranieri che hanno riferito di aver ricevuto il messaggio della Bbc, hanno dichiarato di avere già le valigie pronte.

PUGNO DI EROI CONTRO IL 'MOSTRO' NUCLEARE Da quattro giorni lavorano giorno e notte, con turni massacranti, per bloccare la fusione dei noccioli dei reattori nucleari. Spesso devono portare a mano le pompe con le quali cercano di tenere alto il livello dell' acqua che dovrebbe coprire le barre di uranio arricchito, il materiale altamente radioattivo che provoca la fissione atomica. Ora se il Giappone riuscirà ad evitare un olocausto nucleare dipende in gran parte da loro. Sono i cinquanta tecnici rimasti, soli o quasi, a combattere contro la catena di tragedie innescata dal terremoto e dallo tsunami che venerdì scorso hanno gravemente danneggiato la centrale nucleare di Fukushima, nel nord del Giappone, nel cuore della zona colpita. Gli altri 800 tra tecnici e soldati delle Forze di Autodifesa sono stati allontanati oggi, dopo una brusca crescita del livello di radioattività nella centrale seguita a una nuova esplosione e a un incendio che hanno fatto anche decidere un'ampliamento della zona di evacuazione, fino a 30 km da Fukushima. Il premier Naoto Kan, nel drammatico discorso che ha tenuto oggi al Paese, ha reso loro omaggio, ricordando che fanno quello che fanno «esponendosi ad rischio enorme». Secondo le rilevazioni del governo giapponese e dell' Agenzia Internazionale per l' Energia Atomica, la radioattività nella centrale ha toccato il livello di 400 millisievert (l' unità di misura della contaminazione nucleare) all' ora. Un' esposizione superiore ai 100 millisievert in un anno provoca il cancro. Non è chiaro come 'i cinquanta kamikazè siano protetti, e quanto sia possibile proteggersi in condizioni come queste. Non è chiaro neanche quali siano le loro possibilità di sopravvivenza. Ricordano tutti coloro che lottarono per contenere la tragedia di Cernobyl. Ma ricordano anche i pompieri americani che l'11 settembre del 2001 hanno cercato di salvare quante più persone potevano dalle macerie del World Trade Center di New York. La crisi alla centrale di Fukushima (due impianti con un totale di dieci reattori) è iniziata quando lo tsunami ha danneggiato i sistemi di raffreddamento dei reattori. Quando le barre di uranio non possono essere raffreddate - e si sta ora pensando di versare acqua con elicotteri - si fondono liberando una carica micidiale di radioattività, che può essere bloccata solo se le «gabbie» di cemento spesso e di acciaio che li contengono non subiscono danneggiamenti. In caso contrario, la radioattività viene liberata nell' atmosfera. Se anche i 50 eroi saranno costretti ad abbandonare la centrale, il rischio di fusione potrebbe essere più vicino.

LA SITUAZIONE NELLE CENTRALI Situazione molto seria e difficile, ma al momento ancora sotto controllo, nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, dove oggi sono avvenuti un'esplosione nel reattore numero 2 e un incendio nel reattore numero 4, che era spento al momento del terremoto. La buona notizia è che il guscio più interno che racchiude il reattore è rimasto integro in tutti e tre i reattori della centrale di Fukushima 1 che erano in funzione al momento del terremoto di venerdì scorso. Un'altra notizia positiva è che la situazione è tornata nella normalità nella vicina centrale di Fukushima 2, distante 11 chilometri da Fukushima 1.
Ecco gli ultimi eventi nelle centrali Fukushima 1 e Fukushima 2:
FUKUSHIMA 1
- ESPLOSIONE REATTORE 2: è avvenuta nella notte a causa dello stesso meccanismo che aveva generato nei giorni scorsi le esplosioni nei reattori 1 e 3 della centrale. Le esplosioni sono generate dalla reazione chimica fra il vapore rilasciato che, a contatto con lo zirconio che riveste le barre di combustibile, libera l'idrogeno.
- INCENDIO ED ESPLOSIONE REATTORE 4: anche questa è stata provocata dall'idrogeno. Tuttavia il meccanismo non è chiaro in quanto il reattore 4 (come il 5 e il 6) era spento per manutenzione al momento del terremoto. Una possibile spiegazione potrebbe essere nel fatto che i reattori di Fukushima 1 hanno in comune, a coppie, il sistema di scarico nell'atmosfera. Poichè i reattori 3 e 4 sono accoppiati in questo modo (come lo sono 1-2 e 5-6) è possibile che l'acqua utilizzata per raffreddare il reattore 3 sia entrata nel circuito del reattore 4, innescando il processo che porta alla produzione di idrogeno e all'esplosione.
- REATTORI 5 E 6: non ci sono al momento conferme ufficiali di notizie relative ad un aumento della temperatura. FUKUSHIMA 2 In tutti e quattro i reattori la situazione è tornata nella norma. È stata cioè raggiunta la condizione di spegnimento a freddo. Questo significa che la pressione interna al reattore è pari a quella dell'atmosfera e che la temperatura dell'acqua è inferiore a 100 gradi. In condizioni di emergenza, invece, la pressione interna può raggiungere 170 atmosfere e la temperatura può arrivare a 280-290 gradi.

92 REATTORI COME FUKUSHIMA NEL MONDO Sono 92 in tutto il mondo i reattori di tipo Bwr, lo stesso della centrale di Fukushima, ancora in attività, circa un quarto del totale. Lo hanno affermato alcuni dirigenti della General Electric (Ge), che ha progettato questo tipo di impianti, durante una conferenza stampa tenuta a margine di una visita in India. Il Paese in cui questa tecnologia è stata usata di più sono gli Usa, dove i reattori Bwr sono 23, ma ce ne sono anche in India, Spagna, Svezia e diverse altre nazioni. Anche gli impianti italiani di Caorso e Garigliano utilizzavano un reattore di tipo Bwr: «Attualmente 32 reattori Bwr utilizzano il sistema di contenimento Mark 1, lo stesso dei reattori di Fukushima Daiichi dal numero uno al quattro - ha spiegato l'ad Jeff Immelt - e tutti hanno superato i controlli di sicurezza. Noi siamo a disposizione della Tepco per fornire tutta l'assistenza necessaria, e abbiamo istituito un fondo da 5 milioni di dollari per aiutare nei soccorsi». I reattori giapponesi fanno parte della terza generazione di Bwr, che sono stati sviluppati dalla Ge fino alla versione 6. Gli ultimi reattori costruiti sono invece del tipo 'Bwr avanzatì (Abwr), con maggiori misure di sicurezza e una costruzione di tipo standardizzato che ne diminuisce i costi.

INES: LA SCALA DEGLI INCIDENTI La classificazione dell'incidente nella centrale giapponese di Fukushima 1 al livello 6 della scala internazionale, chiesta oggi dall'Autorità francese per la sicurezza nucleare, si riferisce alla scala Ines (International Nuclear Event Scale), introdotta dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a partire dal 1989. La scala, una sorta di scala Mercalli degli incidenti nucleari, classifica gli incidenti sulla base dei loro effetti in modo da renderla immediatamente comprensibile al pubblico. La progressione va dallo 0, che corrisponde ad un semplice guasto, al livello 7, il massimo. In quest'ultimo rientrano gli incidenti molto gravi e dalle conseguenze catastrofiche, come quello di Chernobyl. Mentre il livello 0 è considerato una «deviazione» - ossia un problema non significativo per la sicurezza - i livelli da 1 a 3 corrispondono a «guasti», mentre dal livello 4 al 7 ci si riferisce a veri e propri «incidenti». Ecco i livelli nel dettaglio:
- LIVELLO 7: Incidente molto grave, catastrofico, con rilascio di materiale radioattivo di iodio 131 in un'area molto estesa ed effetti acuti sulla salute delle persone contaminate e sull'ambiente
- LIVELLO 6: Incidente grave, con rilascio significativo di iodio 131 tale da richiedere contromisure per limitare gli effetti sulla salute
- LIVELLO 5: Incidente con possibili conseguenze all'esterno dell'impianto e rilascio di materiale radioattivo tale da richiedere contromisure parziali
- LIVELLO 4: Incidente con conseguenze locali, ossia non significative all'esterno dell'impianto
- LIVELLO 3: Guasto grave, con impatto all'esterno molto lieve ed esposizione della popolazione inferiore ai limiti previsti
- LIVELLO 2: Guasto, nessun impatto esterno
- LIVELLO 1: Anomalia
- LIVELLO 0: Evento senza conseguenze sulla sicurezza.
Ecco come sono stati classificati i alcuni incidenti finora avvenuti:
- LIVELLO 7: Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) è l'incidente nucleare più grave finora avvenuto. Il surriscaldamento provocò la fusione del nocciolo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Fu proiettata in atmosfera una nube di materiale radioattivo che si estese su tutta l'Europa.
- LIVELLO 6: Kyshtym (Unione Sovietica 1957). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno. Risultarono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.
- LIVELLO 5: Sellafield (Gran Bretagna 1957) e Three Mile Island (Usa 1969). Nel primo caso un incendio nel reattore dove si produceva plutonio a scopi militari causò una nube radioattiva che attraversò l'Europa; a Three Mile Island il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nocciolo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi. Vennero evacuate 3.500 persone.
- LIVELLO 4: Tokaimura (Giappone, 1999). Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare ha attivato una reazione a catena incontrollata. Tre persone sono morte all'istante e altre 400 sono state esposte alle radiazioni.

leggo.it

sapete quale è il livello raggiunto e quanto è grave paragonato a cernobiyl ? Non ho capito molto.. study
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natein
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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  Riccardo il Mer Mar 16, 2011 12:46 am

L'ESPERTO: I danni delle radiazioni

ROMA - I danni alla salute derivati dall'esposizione a radiazioni a seguito di un incidente nucleare sono "proporzionali all'entità dell'esposizione cui si è sottoposti". Dunque, le due variabili fondamentali sono la vicinanza al luogo dell'incidente e la quantità di radiazioni ricevute. A precisarlo è Franco Locatelli, docente di Pediatria all'Università di Pavia e direttore del dipartimento di Onco-ematologia all'ospedale Bambino Gesù di Roma, che 25 anni ha avuto in trattamento vari bambini ucraini dopo il terribile incidente alla centrale di Chernobyl. Mentre le notizie dal Giappone fanno temere il peggio, dopo i guasti alla centrale di Fukushima ed i timori legati alla nube tossica sprigionatasi dall'impianto, l'esperto sottolinea come l'esposizione a radiazioni sia comunque dannosa, ma la gravità delle conseguenze sulla salute dipenda molto dalla 'quantita'' di radiazioni assorbite. Dunque, spiega Locatelli, "se si è esposti a dosi elevate di radiazioni, come nel caso di un lavoratore impiegato nella centrale in cui si verifichi un incidente, la conseguenza è una sindrome acuta da radiazioni con esito fatale o la distruzione del midollo osseo, con esiti altrettanto seri". Se invece si è esposti a dosi più basse di radiazioni (é il caso della popolazione nell'area circostante al luogo dell'incidente), "nel breve/medio periodo, ovvero nel giro di qualche settimana o mese, il rischio maggiore è quello di sviluppare malattie tumorali ematologiche come linfomi e leucemie". Nel lungo periodo invece, ovvero anche a distanza di 20-25 anni, precisa l'ematologo, "l'esposizione a dosi anche basse di radiazioni può determinare l'accumulo di metaboliti radioattivi dello iodio che si concentrano nella tiroide, dando luogo essenzialmente a tumori tiroidei". In relazione a quanto sta accadendo in queste ore in Giappone, ha commentato lo specialista, "ci sono ancora poche informazioni per interpretare i dati a disposizione, ma l'impressione, col passare delle ore, è che l'incidente alla centrale di Fukushima stia acquistando dimensioni più preoccupanti. Se si innescasse un fenomeno di fusione nucleare si potrebbe avere una seconda Chernobyl, o ancora peggio". E allora il ricordo, inevitabilmente, va a quella decina di bambini ucraini che 25 anni fa Locatelli curò a Pavia: "Dopo la tragedia di Chernobyl ci siamo occupati di una decina di piccoli, tutti affetti da tumori a seguito dell'esposizione a radiazioni. E' stata un'esperienza emotivamente molto difficile, anche per le difficoltà di questi piccoli e delle loro famiglie, che arrivavano in un paese straniero e di cui non capivano la lingua. Negli anni sono rimasto in contatto con alcuni di loro e alcuni si sono salvati dalla malattia". Nella tragedia, conclude Locatelli, "quanto meno il Giappone é un paese medicalmente molto evoluto, e non credo si renderà necessario un aiuto sanitario specialistico come nel caso dell'Ucraina 25 anni fa".
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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  blueandria il Gio Mar 17, 2011 2:13 pm



Fukushima, radiazioni elevate. Romani: riflessione ma nessuno stop al nucleare
Una nuova scossa di magnitudo 5.8 è stata registrata poco fuori da Tokyo, con epicentro al largo delle coste della prefettura di Ibaraki, a nord della capitale. I livelli altissimi di radiazione attorno all'impianto nucleare di Fukushima hanno reso impossibile, oggi, utilizzare i cannoni ad acqua per raffreddare i reattori. La notizia arriva dalla tv nipponica NHK.

I livelli di radioattivita' intorno al reattore numero tre della centrale nucleare di Fukushima Daiichi sono aumentati dopo il getto d'acqua sparato dagli idranti montati sui mezzi militari. Lo ha reso noto la Tepco, citata dall'agenzia di stampa Kyodo News. Il governo ha tuttavia reso noto che gli elicotteri riproveranno a rilasciare acqua sull'impianto dall'alto, cosi' come verranno nuovamente utilizzati gli idranti.
Preoccupazione
"L'evento accaduto in Giappone è di una eccezionalità probabilmente
irripetibile, ma serve comunque un momento di riflessione" sul nucleare, ha dichiarato in mattinata il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, inaugurando un elettrodotto di Terna. "C'è grande preoccupazione" di fronte a qualcosa che "non ci immaginavamo di vedere", ha aggiunto Romani.

Non si torna indietro
"Non si possono fare scelte che non sono condivise da tutti". "Ora bisogna parlare
di sicurezza - ha detto ancora Romani - Ritengo fuori tempo e inappropriato parlare di stop definitivo" al programma di ritorno al nucleare italiano.
Migliaia di evacuazioni
I livelli di radiazioni nei comuni intorno alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami che hanno colpito il Giappone venerdì, restano superiori al normale. Le autorita sostengono che i livelli non siano allarmanti per la salute umana. Ma altri 30mila abitanti della zona saranno evacuati.
Gli ultimi dati disponibili
Nella notte (ora italiana) è stato misurato il livello delle radioazioni in numerose citta e zone intorno alla centrale di Fukushima:
- nella citta di Fukushima, 65 chilometri a nordovest dagli impianti, 13,9 microsievert all'ora: più 340 volte rispetto ai livelli normali;
- nella citta di Koriyama, a ovest della centrale, 2,71 microsievert: 45 volte il livello normale;
- nella citta di Iwaki, a sud degli impianti, 1,25 microsievert: 20 volte superiore al solito;
- nella citta di Kitaibaraki, a sud della centrale, 1,19 microsievert: 23 volte più del dato normale;
- nell'impianto nucleare di Onagawa, a 120 chilometri a nordest della centrale, 3,2 microsievert: 32 volte più del livello consueto.
Nhk riferisce inoltre che le autorita per la salute sostengono che un'ora di esposizione alle radiazioni, nei luoghi in cui è stato misurata, esponga l'organismo a un livello di radiazioni che va da un 40esimo a un 500esimo dell'equivalente di una esposizione del corpo ai raggi X in un normale esame medico allo stomaco.

http://www.tifoandria.ittifoandria.forumattivo.comrainews24.rai.it/it/news.php?newsid=151048
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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  dj_miki il Gio Mar 17, 2011 2:52 pm


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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  In The Main il Gio Lug 07, 2011 10:48 am

Fukushima: radioattività 4 volte oltre i limiti

TOKYO, 5 LUG – Nell'area di Fukushima, a 60 chilometri dal sito dell'incidente alla centrale nucleare, si registra sul terreno un livello di radioattivita' fino a quattro volte sopra i limiti. Lo rilevano le associazioni dei residenti chiedendo l'evacuazione dei bambini
Secondo il gruppo di associazioni, i livelli registrati di radioattivita' nel terreno supera quelli che indussero le autorita' russe all'evacuazione dopo il disastro di Chernobyl nell'86.
5 luglio 2011 | 12:39

_____________________________________________

Nucleare, governo inglese e multinazionali volevano minimizzare Fukushima

FUKUSHIMA – All’indomani della catastrofe di Fukushima, dei funzionari del governo inglese hanno elaborato insieme alle industrie nucleari una strategia mediatica. Lo scopo di questa collusione tra pubblico e privato era minimizzare l’impatto dell’incidente giapponese sull’opinione pubblica britannica per non compromettere la produzione di una nuova generazione di centrali nucleari.
I dipartimenti di stato legati a industria ed energie hanno lavorato spalla a spalla con le multinazionali EDF Energy, Areva e Westinghouse. I funzionari di stato e i membri delle compagnie private elaboravano una strategia comune quando ancora non si conosceva la vastità dei danni causati dall’incidente.
«Questo incidente può mandare indietro l’industria nucleare globale – ha scritto in una mail un funzionario del Dipartimento per l’Economia, l’Innovazione e le Conoscenze – Dobbiamo assicurarci che il popolo anti-nucleare non guadagni terreno. Dobbiamo occupare il territorio e non mollarlo. Dobbiamo mostrare l’affidabilità del nucleare».
Fin dal giorno seguente il disastro, i membri dei dipartimenti interessati hanno messo in campo una precisa strategia per limitare i danni in termine di immagine. L’incidente della centrale nucleare di Fukushima ha intaccato il sostegno pubblico al nucleare in tutto il mondo. La Germania ha deciso di abbandonare l’energia atomica, l’Italia di non adottarla, mentre Svizzera, Malesia e Thailandia hanno cancellato la costruzioni delle centrali previste.
Al dipartimento dell’Economia spetta l’iniziativa dei contatti. Il 13 marzo 2011, due giorni dopo che il terremoto e lo tsunami hanno messo fuori uso la centrale nucleare ed il suo sistema di riserva, una mail è inviata all’NIA, la Nuclear Industry Association, l’associazione britannica che riunisce le compagnie private del nucleare. Al dipartimento considerano che l’incidente non è «così drammatico» come sembrerebbe in televisione. In quel momento l’entità dei danni non era stata accertata e le conseguenze del disastro stavano evolvendo d’ora in ora (diverse esplosioni sarebbero più tardi avvenute nel sito).
«Le radiazioni sono state controllate, il reattore è stato protetto – disse un membro del Dipartimento – Fa parte del sistema di sicurezza di controllare e gestire una situazione come questa». In seguito, il funzionario suggerì che le compagnie inviassero i loro commenti sull’accaduto, in modo che questi venissero incorporati negli annunci dei ministeri e del governo. «Dobbiamo lavorare tutti insieme sullo stesso materiale – continuava – per inviare il messaggio attraverso i media e il pubblico».
La collusione tra settori dello Stato e le compagnie private del nucleare è stata ritenuta da molti choccante (ad esempio dal Guardian). Una medesima configurazione si trovava nel caso giapponese, dove ha prodotto gli ingenti danni che conosciamo e aggravato la messa in atto di un piano di contenimento. Quando un governo è troppo impegnato a difendere l’industria privata del nucleare, la sicurezza e l’esigenza di trasparenza possono passare dopo gli imperativi dell’economia.

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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

Messaggio  bender il Gio Lug 07, 2011 4:02 pm

MORIREMO TUTTI!!!
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Re: TERREMOTO GIAPPONE: APOCALISSE NUCLEARE

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