Reso senza organi il corpo dell'italiano morto in Francia

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Reso senza organi il corpo dell'italiano morto in Francia

Messaggio  In The Main il Ven Ott 15, 2010 8:27 am

Reso senza organi il corpo dell'italiano morto in Francia.
Il cadavere di Daniele Franceschi, 36enne morto in carcere a Grasse, è tornato in Italia senza occhi, fegato, milza e cervello

“Non ha gli organi, mancano gli occhi, il fegato, la milza, perfino il cervello; il naso è fratturato; la decomposizione è in stato avanzato”. È quanto sostiene, dopo l’esame esterno sul cadavere, Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il viareggino di 36 anni morto in carcere a Grasse (Francia) il 25 agosto scorso, forse per violenze subite nella detenzione. All’obitorio dell’ospedale Versilia il medico legale Alessandro Grazzini, incaricato dalla famiglia, ha esaminato il corpo in attesa dell’autopsia autorizzata dalla procura di Lucca.

“È giunto in Italia in condizioni pessime”, dice Cira Antignano. “Dall’ispezione di oggi emerge che Daniele ha il setto nasale fratturato per le violenze subite - dice la donna - Ma, soprattutto, non ha organi: mancano occhi, fegato, milza, cervello. Non riesco a capire perché. Il corpo è in stato di decomposizione avanzatissimo perché anziché conservarlo a 22 gradi è stato a tenuto temperatura normale”.
“Comunque - aggiunge - non mi arrendo, andremo avanti, perché vogliamo giustizia per quello che hanno fatto a Daniele”.

Ieri Cira Antignano è stata arrestata, picchiata e poi rilasciata mentre protestava davanti al carcere francese chiedendo il rimpatrio della salma e la verità sulla morte del figlio. “A Grasse la polizia mi ha dato un calcio alle costole - racconta - mi hanno ammanettata solo perché volevo vedere mio figlio dopo che insieme a mia cugina Maria Grazia abbiamo esposto uno striscione utilizzando un lenzuolo sul quale abbiamo scritto “Carcere assassino me lo avete ammazzato due volte”. È stato a quel punto che la polizia è intervenuta e mi hanno fermato. Meno male che mia cugina ha fatto in tempo ad informare il console altrimenti rischiavo di essere ancora oggi in carcere. Lui mi ha fatto liberare e siamo riuscite a riportare, se pur in queste condizioni, Daniele a Viareggio. Vogliamo che l’autopsia venga fatta in tutti i casi”.

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Messaggio  mimmmo il Ven Ott 15, 2010 10:04 am

In The Main ha scritto:Reso senza organi il corpo dell'italiano morto in Francia.
Il cadavere di Daniele Franceschi, 36enne morto in carcere a Grasse, è tornato in Italia senza occhi, fegato, milza e cervello

“Non ha gli organi, mancano gli occhi, il fegato, la milza, perfino il cervello; il naso è fratturato; la decomposizione è in stato avanzato”. È quanto sostiene, dopo l’esame esterno sul cadavere, Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il viareggino di 36 anni morto in carcere a Grasse (Francia) il 25 agosto scorso, forse per violenze subite nella detenzione. All’obitorio dell’ospedale Versilia il medico legale Alessandro Grazzini, incaricato dalla famiglia, ha esaminato il corpo in attesa dell’autopsia autorizzata dalla procura di Lucca.

“È giunto in Italia in condizioni pessime”, dice Cira Antignano. “Dall’ispezione di oggi emerge che Daniele ha il setto nasale fratturato per le violenze subite - dice la donna - Ma, soprattutto, non ha organi: mancano occhi, fegato, milza, cervello. Non riesco a capire perché. Il corpo è in stato di decomposizione avanzatissimo perché anziché conservarlo a 22 gradi è stato a tenuto temperatura normale”.
“Comunque - aggiunge - non mi arrendo, andremo avanti, perché vogliamo giustizia per quello che hanno fatto a Daniele”.

Ieri Cira Antignano è stata arrestata, picchiata e poi rilasciata mentre protestava davanti al carcere francese chiedendo il rimpatrio della salma e la verità sulla morte del figlio. “A Grasse la polizia mi ha dato un calcio alle costole - racconta - mi hanno ammanettata solo perché volevo vedere mio figlio dopo che insieme a mia cugina Maria Grazia abbiamo esposto uno striscione utilizzando un lenzuolo sul quale abbiamo scritto “Carcere assassino me lo avete ammazzato due volte”. È stato a quel punto che la polizia è intervenuta e mi hanno fermato. Meno male che mia cugina ha fatto in tempo ad informare il console altrimenti rischiavo di essere ancora oggi in carcere. Lui mi ha fatto liberare e siamo riuscite a riportare, se pur in queste condizioni, Daniele a Viareggio. Vogliamo che l’autopsia venga fatta in tutti i casi”.

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questo è uno dei tanti episodi, in cui si mostra come gli altri stati non ci cacano proprio, siamo considerati inferiori da tutti, e ci mettono sotto!com è, muore una persona di un altro stato e tu lo dai senza organi!!se fosse stato un tedesco, un inglese, o altri, non veniva fatto questo trattamento di merda. invece siamo sempre i soliti cogl.. i nostri politici(sia rossi, verdi, azzurri..)non ci fanno rispettare..
l altra presa per i fondelli sarà quando si deciderà su italia-serbia,..vedrete..
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Re: Reso senza organi il corpo dell'italiano morto in Francia

Messaggio  In The Main il Mer Lug 20, 2011 10:42 pm

MORTO IN CARCERE, IN UNA LETTERA LA STORIA

ROMA - E’ passato quasi un anno dalla sua morte ma la madre di Daniele Franceschi, misteriosamente deceduto in un carcere francese, non si rassegna. Sopratutto dopo aver ricevuto una lettera da parte del compagno di cella di Daniele: «Io e Daniele eravamo diventati molto amici, eravamo nella medesima cella, ho passato con lui 24 ore su 24 dal giorno che sono arrivato al giorno che purtroppo è deceduto - scrive Manuel alla mamma di Daniele – Sono stato al suo fianco nei giorni precedenti al suo decesso quando lamentava il dolore alla mano, al braccio. Ho preso per notti intere a calci la porta della cella per chiamare il guardiano di turno e sollecitare un soccorso. Il risultato è sempre stato nullo».

Così Cira Antignano, leggendo quella lettera, ha trovato le conferme a certi suoi terribili sospetti. La donna chiede per l'ennesima volte giustizia: «L’hanno lasciato morire. Ma non era una bestia, era un cristiano». In quelle righe, secondo la donna, c'è la verità: «Il procuratore di Grasse – scrive Manuel – mi ha ai tempi minacciato di chiedere una grossa pena per il mio processo qualora avessi testimoniato».

Non è la prima volta che il giovane detenuto scrive alla mamma. È successo già un anno fa ma quella lettera non è mai recapitata. Ora però è ancora più intenzionato a combattera al fianco di Cira Antignano: «Sappia che Daniele era un mio amico e per lui andrò fino in fondo. Sono a totale disposizione per tutte le iniziative che vuole prendere. Farò in modo che i reali responsabili paghino tutto quello che meritano».

Cira è in contatto con la madre di Manuel, che scrive: “Non risponda a me perché qui ci leggono e rischio che non me la consegnano ma può chiamare e rimanere in contatto con mia madre che conosce la vicenda e provvederà a dirmi ciò che lei necessita per la procedura. Sappia che posso ottenere tutte le testimonianze di altri detenuti. Questo Paese ci ha fatto troppo male».

ecco la lettera: http://www.tifoandria.ittifoandria.forumattivo.comtgcom.mediaset.it/documento/68.$plit/C_2_documento_28_file.pdf

leggo.it
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